L’assenzio
Nel lontano 1830 le truppe francesi stavano tornando trionfanti dalla conquista in terra di Algeria; questi uomini non tornavano come semplici vincitori di una guerra, bensì vittoriosi anche da diverse malattie allora letali, quali la dissenteria, la malaria il tifo…
Assieme ad essi portavano la pozione che a loro dire li avrebbe preservati dai malanni:
Un infuso di Artemisia Absinthium, una pianta spontanea che cresce in gran parte dell’Europa ed in Italia in particolar modo.
Le proprietà officinali di questa pianta erano conosciute fino all’antichità, infatti in un papiro egizio rinvenuto in una spedizione di egittologi riportava la ricetta di una essenza curativa a base di Artemisia Absinthium; nella bibbia invece si trova sempre in pessima compagnia di piaghe e lamentazioni.
La magica pozione venne commercializzata da Henri-Luis Pernod nel 1805 e venne chiamato Absinthe che tradotto in italiano equivale ad Assenzio.
La ricetta di questa prima apparizione della mitica Fata Verde era questa:
Si mettevano a macerare per un minimo di 12 ore, in 1 litro d’alcool a 85°, le seguenti piante medicinali secche: Artemisia absinthium (assenzio maggiore o romano) 25 g. – Anice 50 g. – Semi di finocchio 50 g. più piccole porzioni di ginepro, noce moscata, veronica, anice, succo limone, angelica.
All’estratto ottenuto si aggiungono 0,5 litri d’acqua, la soluzione si pone in un distillatore. Il processo di distillazione va interrotto quando si è ottenuto 1 litro di distillato. Si prelevano 0,4 litri del distillato e si aggiungono: Assenzio absinthium 10 g. – Issopo 10 g. – Succo limone 5 g.
L’estratto ottenuto si scalda a moderata temperatura e si filtra, al filtrato si aggiungono i restanti 0,6 litri di distillato.
l litro circa d’assenzio finale va diluito con acqua fino a raggiungere una gradazione alcolica pari a 75°.
L’assenzio protagonista:
Il boom del successo lo si ebbe alla fine del diciannovesimo secolo quando in Francia il famoso Absinthe divenne una bevanda in gran voga.
Questo aperitivo con 68° di percentuale alcolica ebbe un tale successo di massa che il suo utilizzo spaziava dal ricco borghese, all’artista e al proletario, la sua benevolenza tra il popolo ne fece la bevanda più consumata, a discapito delle aziende vinicole che persero grandi percentuali di vendita.
L’Absinthe forniva una economica alternativa per sbronzarsi, ed altre aziende (oltre alla Pernod di Pontarlier) cominciarono a produrre il loro Absinthe con materiali a bassissimo costo per giocare fino in fondo la carta della concorrenza.
Questi prodotti a basso costo altro non erano che prodotti adulterati e molto pericolosi per la salute del consumatore, infatti diversi produttori non esitavano a mescolare nel loro Absinthe il solfato di rame per dargli un colore più accattivante, e spesso veniva utilizzato alcool di grano al posto di quello ottenuto dalla fermentazione dell’uva.
Purtoppo queste piccole aziende vendevano molto per l’economicità dei loro prodotti, mentre la Pernod-Fils che produceva un assenzio di ottima qualità era più che altro destinato ad una clientela di gente benestante (una minoranza del popolo francese).
Non ci volle molto perchè questo aperitivo dal gusto di anice si diffuse in tutta Europa e successivamente anche negli Stati Uniti.
Personaggi famosi come Verlaine, Rimbaud, Baudelair, Van Gogh, ne fecero la loro musa personale, e poi Degas, Toulouse Lautrec, WIlde e tanti altri artisti diventati un mito.
L’ora verde andava dalle 17 alle 19 e coincideva con l’ora dell’adulterio.
Verso gli inizi del ventesimo secolo erano gia serpeggianti delle voci secondo le quali l’assenzio aveva delle proprietà non del tutto controllate, e il suo abuso, nonchè la assuefazione che dava ai bevitori cominciò a far sospettare che essa non era un normale liquore, bensì una droga.
Il bevitore di vino tende all’allegria, alla socializzazione, il bevitore di birra ha una ubriacatura pesante; il bevitore di assenzio è invece perso nelle sue fantasticherie, la sua creatività raggiunge livelli massimali e forse, anche per questo fù la bevanda degli artisti.
Nel 1905 accade l’inevitabile…
«Una crema di menta, un cognac e soda, sette bicchieri di vino e un caffè corretto al brandy; poi un altro litro di vino, un’ulteriore innaffiata di brandy e due bicchieri di assenzio».
Queste sono le tappe che i giornali dell’epoca hanno ricostruito rigurardo quel 28 agosto alcolico che segnò una svolta per la Fata Verde
Il robusto bevitore osservato è Jean Lanfray, contadino di 31 anni abitante nel Canton Vaud in svizzera, che dopo una giornata passata a bere, tornò a casa ed uccise a colpi di fucile la moglie e le due bambine.
Grande importanza fu data ai 2 bicchieri di Assenzio, il quale era sospettato di proprietà allucinogene.
Questa efferata barbarie sparse il terrore nel cantone svizzero, nel quale la gente vide materializzarsi l’incubo che in realtà l’assenzio non fosse una Fata Verde, ma un veleno verde, e prese ui considerazione furono anche le allucinazioni omicide di cui cominciava a serpeggiare l’idea da anni addietro.
Certo non aiutò a salvare l’onore della Fata Verde il colpo di pistola che Verlaine sparò a Rimbaud, ne l’orecchio di Van Gogh che si recise dopo aver bevuto assenzio.
Nel 1907 in Svizzera fu firmata una petizione che condannò l’assenzio al bando, in Francia fu vietato nel 1915 e grazie anche alla guerra mondiale che distolse gli sguardi dai cafès parigini alle trincee, l’absinthe scomparve lentamente.
Sopravvive tutt’ora in Spagna e Portogallo.
Questa fu la fine di un mito…
…adesso è ritornato…
Questi alcuni degli Assenzi con cui lavora il TRES DESEOS, considerate che variano spesso a causa della difficoltà a reperire solo Assenzi Originali:
LEMERCIER AMER
MANSINTHE
MONTMATRE
VERTE de FOUGEROLLES
BLANCHE de FOUGEROLLES
KALLNACHER
DUPLAIS VERTE
UN EMILE
FLEURS du MAL
KUBLER
ITALIENNE
GRENOUILLE
BRUT d’ALAMBIC BLANCHE TRADITIONELLE
TWIN TECH
MARTEAU
ROQUETTE
EDOUARD
VERTE SUISSE
FRANCOIS GUY
LA VALDETRA




